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venerdì 10 aprile 2015

L'outfit per il colloquio di lavoro: una faccenda corale..!

Nelle ultime settimane ho sostenuto -purtroppo? per fortuna?- diversi colloqui di lavoro, di vario genere e per diverse occupazioni: di gruppo, singoli, formali, tranquilli, facili e meno facili.
Convinta e soddisfatta della mia preparazione li ho affrontati piuttosto serenamente, ad esclusione di un problemino che per alcune può essere di facile soluzione ma per me é stata una mezza tragedia: l'abbigliamento.
Sono diversi anni che non faccio più colloqui, e nei miei ultimi impieghi ho lavorato in aziende dove per un motivo o per l'altro la formalità non era di casa:
in biblioteca mi occupavo di libri antichi, che sono polverosi sporchi e puzzolenti, per quanto belli e affascinanti, perciò indossavo quasi sempre il camice;
in precedenza ero nella pubblica amministrazione e portavo la divisa;
prima ancora lavoravo da casa perciò bellamente me ne stavo in tuta se non in pigiama :)
nella vita quotidiana vesto in modo che alcuni definiscono bizzarro; amo l'etnico, quello autentico, capi comodi e molto molto colorati; il mio vestito più elegante é un bellissimo sari indiano originale, blu e oro con vistosi ricami...
questo fatto, unito ai 7 o 8 anni trascorsi dal mio ultimo colloquio formale, mi hanno gettata in qualcosa di molto simile al panico per trovare da un giorno all'altro qualcosa di appropriato da indossare per posizioni lavorative in luoghi abbastanza .. fighi.. dove sospetto che i miei pantaloni africani non sarebbero granchè apprezzati..
tralascio le considerazioni filosofico-idealistiche su quello che penso a proposito dei giudizi dati sulla base degli indumenti o del taglio di capelli; la faccenda é così e bisogna adattarsi.
che fare dunque? l'ostacolo é stato affrontato con un intenso lavoro corale: madre, sorella, suocera sono state convocate portando bracciate di indumenti, scarpe, e foulard; ho consultato le amiche sul web, ho raccolto pareri, opinioni, foto di outfit; ho litigato con fidanzato e gatti che incomprensibilmente non si sentivano partecipi del problema e tendevano a minimizzare la questione, l'uno eclissandosi vigliaccamente, gli altri facendo i pazzi tra scatole di scarpe e armadi aperti appiccicando peli su ogni singolo capo di vestiario.
il giorno del colloquio più importante di tutti, mia sorella si é presentata di buon mattino stracarica di pacchetti, con l'occhio perfidamente critico di enzo miccio, ed il supplizio é incominciato.
ovviamente io adoro i vestiti, gli acessori, i gioielli, i colori, i tessuti.. anche se si realizzano gioielli lontani dal mainstream delle mode bisogna comunque essere aggiornati sulle tendenze e i gusti, anche solo per discostarsene se é il caso ;) però un conto é guardare, fare o progettare abiti e accessori, un conto é essere il manichino di un grande magazzino di abbigliamento!
mattinata terribile. mi sentivo una bambola snodabile, metti, togli, cammina, siediti, riprova, questo fa schifo, quello é terribile, ma questo é di nonna?, dove diavolo hai preso quell'obbrobrio.. etc.
dopo molti, ma molti, cambi d'abito frustranti e sfiancanti, ero sfinita ma vevamo trovato la combinazione giusta. sono rimasta piuttosto stupita del risultato: non era niente male.
con metà dei vestiti prestati e l'altra metà abbinata astutamente per farla sembrare ciò che in effetti non é, facevo una buona, ottima figura! senza rinunciare a sentirmi a mio agio (mai avrei messo tacchi alti o gonne aderenti) ero formale ma moderna, elegante ma giovane, formale ma femminile. missione compiuta!!
bastava davvero solo un occhio esterno esperto (e una tonnellata di roba dagli armadi di metà della mia parentela femminile) per combinare qualcosa di acettabile; mi sono sentita anche un po' sciocca visto che non mi spaventavano le domande a trabocchetto o il dover snocciolare studi ed esperienze in tre lingue, bensì lo scegliere quattro panni da mettermi addosso senza sembrare un clown, un barbone, una dama psicopatica dell'ottocento o un'indù pronta alle abluzione sulle rive del Gange..
alla fine, ringraziata la paziente sorella (che in realtà si é divertita un sacco...) con la promessa di un eccezionale paio di orecchini in vetro e rame battuto (che non so quando riuscirò a fare, per la verità), salutato lo stralunato partner e spazzolati fuoriosamente i vestiti per eliminare il pelame felino, ho tacchettato allegra verso la stazione per avviarmi al mio colloquio, tenendo bene a mente di: non tenere le mani in tasca, non sfregarmi gli occhi per non sbavare il trucco e non togliere assolutamente la giacca anche con trenta gradi.
resto in attesa del responso di tutta questa fatica, nel frattempo ho fatto un collage di un outfit simile a quello che ho indossato, perché a questo punto spero che ve lo stiate chiedendo..! :)

black and white outfit


La collana bianca e nera ovviamente é la mia :) 

ps. alla fine della fiera non mi hanno fatto mezza domanda in lingue straniere e c'erano due candidati in jeans e all star e una in minigonna discotecara e tronchetti tacco dieci con le borchie.. !!!