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mercoledì 15 novembre 2017

Da un umile ortaggio il colore del cielo: la tintura naturale con il cavolo

L'umilissimo cavolo è generoso di un colore unico e speciale: il blu è una tonalità difficile per la tintura naturale, va ricavata da piante esotiche e di laboriosa estrazione (Indigofera) oppure locali ma che anch'esse richiedono un processo lungo e poco ecologico (Isatis).
Io ho scelto di non adoperare queste soluzioni, come spiego in quest'altro post, bensì di studiare e sperimentare il semplice ortaggio nostrano.
"Brassica oleracea var. capitata rubra" - nient'altro che il cavolo o crauto rosso - dà tonalità dal celeste al turchese, ma non è semplice ottenerli e renderli stabili. Provando e riprovando l'esperienza mi ha permesso di trovare la ricetta giusta, e con questa ho tinto vari filati come quello nella foto, e stole calde e morbidissime.

Vai in negozio a vedere tutte le sfumature di questa verdura così umile ma così magica: goo.gl/FhLiGB


martedì 7 novembre 2017

Come gomitolo e uncinetto: di amicizie proficue che creano belle cose

Sono molto felice di avere avviato una collaborazione con una bravissima artigiana e amica: Lisa di CrochetRomance.
Lisa lavora all'uncinetto e ai ferri per creare capi e accessori romantici e femminili (puoi trovarli qui), realizza tutorial e schemi e gestisce il gruppo TempodiCrochet.
Ci conosciamo da tempo, essendo entrambe tra le leaders del team Etsy italiano Italia Smart Team, così quando le ho mostrato le mie lane tinte con le piante abbiamo subito deciso di fare qualcosa insieme.
Lisa si è prestata a fare da tester alla lana Tuttosicrea, realizzando alcuni progetti e video tutorial per valutarne morbidezza, scorrevolezza e resistenza ai lavaggi.
Questi preziosi mini corsi sono disponibili, insieme ai molti altri che ha creato in italiano, inglese e tedesco, per destrorsi e per mancini, nel suo canale YouTube. Ecco un esempio:



Realizzato con lana tinta con Cerretta (Serratula tinctoria), Piantaggine (Plantago major) e Hennè (Lawsonia Inermis), tonalità che si abbinano perfettamente in colori pastello delicati e giovani.

Il giudizio di Lisa sulle mie lane tinte con le piante:


Iscriviti al canale YouTube per imparare a lavorare all'uncinetto e a maglia con le spiegazioni semplici e passo di Lisa, che ringrazio tanto tanto perchè mi fa scoprire continuamente qualcosa di nuovo su questa affascinante arte, un po' dimenticata in passato, ma che è tornata alla grande tra le mani anche delle giovanissime. Non resta che provare :)

mercoledì 1 novembre 2017

Arcobaleno incompleto: perchè non trovi tutti i colori nelle mie tinture naturali

Tintura naturale. Questo è quello che faccio e queste parole hanno un significato preciso, che prendo alla lettera.
Perchè tingere naturalmente? Perchè usare le piante per dare colore ai tessuti quando da più di un secolo sono stati inventati comodi ed economici prodotti per tingere di origine sintetica, che offrono una gamma infinita di sfumature, rapidità d'uso e durevolezza imbattibile?
Debbo riconoscere che in molti casi la tintura naturale è un vezzo. Si impiegano sì materire tintorie di origine vegetale, sovente esotiche, ma per ottenere effetti sorprendenti, un ventaglio cromatico più ampio, decorazioni accattivanti si studiano operazioni complesse che coinvolgono sostanze sintetiche e necessitano di un grande dispendio energetico. I risultati sono molto belli, spesso, ma per il mio personale pensiero questo non ha più molto titolo per collocarsi nell'ambito della tintura naturale.
Per me naturale significa soprattutto ecosostenibile. Questa è la ragione per usare tessili tinti naturalmente. Perchè hanno un ridottissimo impatto ambientale, non sono allergizzanti sulla pelle, sono espressione di una lunga tradizione locale. Se decade uno di questi elementi, o tutti, dal mio punto di vista viene meno anche il senso di tutta l'operazione... insomma tanto vale mettere i nostri panni in lavatrice col famoso colorante industriale che troviamo al supermercato.
Certamente la tintura in quei termini può essere divertente, sarà interessante sperimentare, non dico di no. Per questo rispetto la scelta di chi porta la tintura in questa direzione. Ma non è la mia scelta.

Veniamo così al motivo per cui la gamma di colori dei miei tessili può sembrare limitata. Non ho rossi intensi, pochi blu e viola, nessun nero. Perchè?

Perchè la mia tintura è ecologica e locale. Questi sono i miei punti cardine.
Non uso viranti o mordenti sintetici, nè operazioni che richiedono calore per lungo tempo o ingenti quantità di acqua (già di per sè la tintura, qualsiasi tintura, non ne richiede poca), scelgo solo piante locali.
Sulla scelta dei vegetali vorrei approfondire, perchè da essa deriva la mia gamma di colori che ad alcuni può sembrare mutila ma è semplicemente l'espressione del mio territorio e di ciò che offre.
Quando dico che uso piante locali intendo che adopero erbe, fiori, frutti che trovo intorno a casa, o in ambienti circostanti che raggiungo fisicamente in prima persona, per cogliere a mano uno per uno gli elementi vegetali che mi servono, laddove è concesso e rispettandone l'habitat. Quasi ogni giorno esco a piedi a raccogliere, con i guanti le forbici e una borsa di tela. Conosco i luoghi, i periodi o ne cerco di nuovi. Quando raccolgo non strappo tutto ciò che trovo, non asporto radici, permetto alla pianta di continuare a riprodursi. Se so che una pianta è locale ma non la trovo, chiedo a un'amica di guardare nel suo giardino, nel bosco vicino a lei, nel campo incolto del vicino e le chiedo di coglierla per me.
Per questo motivo non trovi i rossi i viola i neri tra i miei tessuti e filati: non ci sono attorno a me piante che danno questi colori.
Potrei acquistare su internet polverine confezionate di piante esotiche già lavorate e pronte per tingere; potrei comprare al supermercato frutta che arriva dall'altra parte del mondo; potrei cercare tintorie spontanee di cui si impiegano le radici estirpandole e l'anno seguente non troverei più niente; potrei usare coloranti di origine animale; potrei metter su una coltivazione di guado, presente in Italia da millenni, e per estrarne il colore impiegare un procedimento lungo, energivoro e con reagenti chimici. Ma non lo faccio, perchè secondo me non ha senso.
Tingere con le piante per me non è un vezzo, una moda, un esperimento divertente (beh, questo sì, in un certo senso, sempre); è una scelta consapevole che si abbina, nel modo più coerente che posso, a tutte le altre scelte di vita. Per quanto mi è possibile, sbagliando a volte, interrogandomi spesso, cerco di dare un senso a quello che faccio riducendo l'impronta ecologica delle mie attività, dei miei consumi. La tintura naturale è la conseguenza di un modo di vita che ho scelto molto tempo fa e che provo a rispettare e raccontare ogni giorno, dalle piccole cose a quelle grandi.
Perciò non trovi rossi fiammeggianti, blu profondi e viola intensi nelle mie tinture, ma "solo" gialli accesi o tenui, arancioni solari o pesca, azzurri celesti o turchesi, verdi pallidi o salvia, rosa antico, beige, marroni, bordeaux... sono i colori che ci regala la natura a me vicina, spero ne apprezzerai la bellezza e soprattutto ne comprenderai il valore.