Giallo è il colore agrodolce della natura. Quando vuole mettere a nanna le sue foglie le dipinge di giallo: cadranno, ma splendono e rinasceranno a primavera.
Gialla è l'ape che punge sì, ma è laboriosa, umile e indispensabile perchè fa nascere i fiori. Giallo limone, aspro e pizzicoso ma che dà sapore e canta l'estate.
Se anche tu sei un po' dolceamara, la tua fogliolina sceglila gialla 🍂
Visualizzazione post con etichetta necklace. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta necklace. Mostra tutti i post
martedì 13 dicembre 2016
sabato 18 luglio 2015
Storia del colori, prima puntata: il blu. History of colors, part one: blue
Come ormai saprete mi piace molto mixare e far convergere le mie due passioni-occupazioni: la creatività e la storia.
Ho pensato allora di indossare gli occhiali dello storico per guardare gli strumenti della creatività: dalle mie piccole ricerche ho tirato fuori alcune notizie curiose che sono certa vi piaceranno: ve le racconto.
Inizierò con il primo, importantissimo strumento senza il quale non esisterebbe arte alcuna: il colore.
Prima puntata: il blu.
Il blu è stato il primo colore sintetico della storia.
Per il rosso, il giallo, il verde infatti si sono usati sin dalla preistoria terre, piante, persino parti di animali.
Ma come si poteva creare il blu?
I primi a realizzarlo sono stati gli antichi Egizi.
Famoso e bellissimo è infatti il blu egizio, che caratterizza molti capolavori dell'arte di questa civiltà; si trova già in manufatti della IV dinastia, cioè del terzo millennio a.C., ma forse è ancora più antico.
La leggenda narra che fu scoperto per caso da alcuni mercanti che trasportavano rame e sali di natron usati per la mummificazione; dimenticata una notte questa mercanzia vicino al fuoco nel deserto, al mattino trovarono uno splendido colore blu. Infatti la reazione chimica tra il natron, il rame e la sabbia dà origine a questa tonalità: così è nato il primo pigmento artificiale della storia.
Gli Egizi usarono il blu per decorare gioielli, dipinti, tombe e corredi funerari; lo possiamo vedere ancora oggi nei reperti archeologici: è un colore che conserva la sua intensità per sempre. E' naturale perciò che un popolo votato all'eternità come gli antichi Egizi lo abbia amato e usato moltissimo.
![]() |
| Collana in stile egizio realizzata in argilla polimerica blu, perle in vetro rosse ed elementi metallici dorati. Puoi trovarla nel mio negozio Etsy. |
L'uso del blu egizio si diffuse presto nell'area mediterranea, dai greci ai romani, ma con la fine dell'Impero scomparve; ormai nessuno era più in grado di riprodurlo, e l'unica ricetta rimasta, quella tramandata da Vitruvio, era incompleta e dava come risultato un verde.
Un altro bellissimo tipo di blu è il blu maya: un turchese intenso usato da questa civiltà dal 300 al 1500 d.C., legato a riti sacri. Nel 2008 alcuni archeologi hanno riscoperto la ricetta della sua preparazione: una miscela di ambra, un particolare tipo di argilla e la pianta dell'indaco.
Notizie tratte dalla puntata "La conquista dei colori" del 06/06/2015 di -Ulisse: Il piacere della scoperta- di Alberto Angela.
ENGLISH VERSION
As you already know I like to mix and bring together my two passions-jobs: creativity and history.
I then thought to wear the glasses of the historian to watch the instruments of creativity: from my little research I pulled out some curious news that I'm sure will please you.
I will start with the first important tool without which it would not exist any art: color.
First episode: blue.
Blue was the first synthetic color in history.
For red, yellow, green in fact have been used since prehistory clay, plants, even parts of animals.
But how you could create the blue?
The first to realize it were the ancient Egyptians.
Famous and beautiful is in fact the Egyptian blue, used in many works of art of this civilization; it is already in artifacts of the fourth dynasty, in the third millennium BC, but perhaps it's even more ancient.
Legend says that it was discovered by chance by some merchants that transported copper and natron used for mummification; one night they forgot this merchandise by the fire in the desert; in the morning they found a beautiful blue color. In fact the chemical reaction among the natron, the copper and the sand gives rise to this tone: it was born the first artificial pigment of history.
The Egyptians used this blue to decorate jewelry, paintings, tombs and funerary objects; we can see it today in the archeological findings: a color that keeps its strength forever. And it's 'natural, therefore, that a civilization voted to eternity as the ancient Egyptians have loved it and used a lot.
![]() | ||
| Egyptian-style necklace made of blue polymer clay, red glass beads and gilded metal elements. You can find it in my Etsy shop. |
The use of blue Egyptian soon spread in the Mediterranean, from the Greeks to the Romans, but with the fall of the Empire it disappeared; now no one was able to create it, and the only recipe remained, that one passed down by Vitruvius, was incomplete and it gave a green as a result.
Another beautiful type of blue is blue maya: an intense turquoise used by this civilization from 300 to 1500 AD, linked to sacred rites. In 2008 archaeologists have rediscovered the recipe of its preparation: a mixture of amber, a special type of clay and the indigo plant.
Information taken from the episode "La conquista dei colori" of 06/06/2015 di -Ulisse: Il piacere della scoperta- by Alberto Angela.
Etichette:
archaeology,
archeologia,
blu,
blue,
collane,
colori,
colors,
egizio,
egypt,
history,
maya,
necklace,
storia
mercoledì 15 aprile 2015
Archaeological treasures near you
One of my biggest interests and passions is archeology.
With my boyfriend we spend our holidays in search of ruins, crumbling remains and, of course, visiting the beautiful archaeological parks, big and small, for which our country is famous in the world.
Yesterday I had to attend to a bureaucratic job at the University in Milan: a perfect opportunity to make a nice trip, being already in the city.
So we decided to take a look to the Roman amphitheater of the town: one of the (few actually) evidences of the Roman presence in Milan.
The arena, built in the first century AD, is one of the largest in northern Italy; it's open to the public (for free !!) and thanks to recent excavations we can see parts of the exterior walls and foundations; there is also a small antiquarium with the relics found in the arena, an exhibition about ancient games and pieces about gladiators and the topography of the area.
Compared to the most famous Italian sites, such as Pompeii, Rome, Ravenna, and a thousand others, this is certainly a very small park, and perhaps, for the less experienced, not of immediate interest; however we appreciated the opportunity to meet our passion in a place so close to home and that generally is not immediately connected to history: Milan is known for many other things, but the cultural, artistic and historical heritage of this city should not be underestimated.
Yesterday the day was sunny, hot, the city was crowded with lots of different and interesting people because of the Salone del Mobile (the famous furniture fair); plus I ate a delicious meal in a gluten free bakery and - we don't miss anything! - an ice cream at Grom's .. what more ??
We took some pictures in the antiquarium which will inspire me to enrich my collection of archaeological jewels replicas. You know how much I enjoy reproducing pieces of our museums, like this roman necklace inspired by the archaeological finding in glass clay kept in the Antiquarium of Boscoreale (Naples), from the excavations near Pompeii.
Soon I will work at a roman jewel from Milan's!!
If you wish to visit the amphitheater of Milan, you can find all the information on the official website.
Tesori archeologici vicino a te
Uno dei miei più grandi interessi e passioni è l'archeologia.
Con il mio fidanzato passiamo le vacanze a caccia di rovine, resti diroccati e, naturalmente, a visitare i bellissimi parchi archeologici grandi e piccoli per i quali il nostro paese è famoso nel mondo.
Ieri dovevo sbrigare un'incombenza burocratica in Università a Milano: occasione perfetta per fare una bella gita essendo già in città.
Abbiamo deciso così di dare un'occhiata all'anfiteatro romano: una delle (poche per la verità) testimonianze della presenza romana a Milano.
L'anfiteatro, costruito nel I secolo dC, è uno dei più grandi del nord Italia; è aperto al pubblico (gratis!!) e grazie ai recenti scavi sono visibili parti delle mura esterne e delle fondamenta; c'è inoltre un piccolo antiquarium con i reperti ritrovati nell'arena, una mostra sul gioco nell'antichità e pezzi riguardanti i gladiatori e la topografia della zona.
Rispetto ai più famosi siti italiani, come Pompei, Roma, Ravenna e mille altri, è certamente un parco piccolissimo e forse, per i meno esperti, non di immediato interesse; tuttavia abbiamo apprezzato la possibilità di soddisfare la nostra passione anche in un luogo così vicino a casa e che in genere non è immediatamente collegato alla storia: Milano è nota per molte altre cose, ma l'aspetto culturale, artistico e storico di questa città non è per niente da trascurare.
Ieri la giornata era piena di sole, caldissima, la città era affollata di tantissime persone diverse e interessanti per via del salone del mobile; in più ho mangiato un delizioso pranzetto in una panetteria senza glutine e, per non farci mancare niente, un gelato da grom.. cosa chiedere di meglio??
Abbiamo fatto alcune foto nell'antiquarium cui mi ispirerò per arricchire la mia collezione di riproduzioni di gioielli archeologici. come sapete mi diverte tantissimo riprodurre i reperti dei nostri musei, come questa collana romana ispirata al ritrovamento in pastra vitrea conservato all'antiquarium di Boscoreale, presso Napoli, proveniente dagli scavi vicino Pompei.
by a glass paste necklace kept in Antiquarium of Boscoreale, near Pompei (Naples).
Presto mi metterò all'opera con dei gioielli romani milanesi!
Se desiderate visitare l'anfiteatro di Milano, trovate tutte le informazioni sul sito ufficiale.
With my boyfriend we spend our holidays in search of ruins, crumbling remains and, of course, visiting the beautiful archaeological parks, big and small, for which our country is famous in the world.
Yesterday I had to attend to a bureaucratic job at the University in Milan: a perfect opportunity to make a nice trip, being already in the city.
So we decided to take a look to the Roman amphitheater of the town: one of the (few actually) evidences of the Roman presence in Milan.
The arena, built in the first century AD, is one of the largest in northern Italy; it's open to the public (for free !!) and thanks to recent excavations we can see parts of the exterior walls and foundations; there is also a small antiquarium with the relics found in the arena, an exhibition about ancient games and pieces about gladiators and the topography of the area.
Compared to the most famous Italian sites, such as Pompeii, Rome, Ravenna, and a thousand others, this is certainly a very small park, and perhaps, for the less experienced, not of immediate interest; however we appreciated the opportunity to meet our passion in a place so close to home and that generally is not immediately connected to history: Milan is known for many other things, but the cultural, artistic and historical heritage of this city should not be underestimated.
Yesterday the day was sunny, hot, the city was crowded with lots of different and interesting people because of the Salone del Mobile (the famous furniture fair); plus I ate a delicious meal in a gluten free bakery and - we don't miss anything! - an ice cream at Grom's .. what more ??
We took some pictures in the antiquarium which will inspire me to enrich my collection of archaeological jewels replicas. You know how much I enjoy reproducing pieces of our museums, like this roman necklace inspired by the archaeological finding in glass clay kept in the Antiquarium of Boscoreale (Naples), from the excavations near Pompeii.
Soon I will work at a roman jewel from Milan's!!
If you wish to visit the amphitheater of Milan, you can find all the information on the official website.
Tesori archeologici vicino a te
Uno dei miei più grandi interessi e passioni è l'archeologia.
Con il mio fidanzato passiamo le vacanze a caccia di rovine, resti diroccati e, naturalmente, a visitare i bellissimi parchi archeologici grandi e piccoli per i quali il nostro paese è famoso nel mondo.
Ieri dovevo sbrigare un'incombenza burocratica in Università a Milano: occasione perfetta per fare una bella gita essendo già in città.
Abbiamo deciso così di dare un'occhiata all'anfiteatro romano: una delle (poche per la verità) testimonianze della presenza romana a Milano.
L'anfiteatro, costruito nel I secolo dC, è uno dei più grandi del nord Italia; è aperto al pubblico (gratis!!) e grazie ai recenti scavi sono visibili parti delle mura esterne e delle fondamenta; c'è inoltre un piccolo antiquarium con i reperti ritrovati nell'arena, una mostra sul gioco nell'antichità e pezzi riguardanti i gladiatori e la topografia della zona.
Rispetto ai più famosi siti italiani, come Pompei, Roma, Ravenna e mille altri, è certamente un parco piccolissimo e forse, per i meno esperti, non di immediato interesse; tuttavia abbiamo apprezzato la possibilità di soddisfare la nostra passione anche in un luogo così vicino a casa e che in genere non è immediatamente collegato alla storia: Milano è nota per molte altre cose, ma l'aspetto culturale, artistico e storico di questa città non è per niente da trascurare.
Ieri la giornata era piena di sole, caldissima, la città era affollata di tantissime persone diverse e interessanti per via del salone del mobile; in più ho mangiato un delizioso pranzetto in una panetteria senza glutine e, per non farci mancare niente, un gelato da grom.. cosa chiedere di meglio??
Abbiamo fatto alcune foto nell'antiquarium cui mi ispirerò per arricchire la mia collezione di riproduzioni di gioielli archeologici. come sapete mi diverte tantissimo riprodurre i reperti dei nostri musei, come questa collana romana ispirata al ritrovamento in pastra vitrea conservato all'antiquarium di Boscoreale, presso Napoli, proveniente dagli scavi vicino Pompei.
by a glass paste necklace kept in Antiquarium of Boscoreale, near Pompei (Naples).
Presto mi metterò all'opera con dei gioielli romani milanesi!
Se desiderate visitare l'anfiteatro di Milano, trovate tutte le informazioni sul sito ufficiale.
Ubicazione:
Via de Amicis, 20123 Milano, Italia
venerdì 10 aprile 2015
L'outfit per il colloquio di lavoro: una faccenda corale..!
Nelle ultime settimane ho sostenuto -purtroppo? per fortuna?- diversi colloqui di lavoro, di vario genere e per diverse occupazioni: di gruppo, singoli, formali, tranquilli, facili e meno facili.
Convinta e soddisfatta della mia preparazione li ho affrontati piuttosto serenamente, ad esclusione di un problemino che per alcune può essere di facile soluzione ma per me é stata una mezza tragedia: l'abbigliamento.
Sono diversi anni che non faccio più colloqui, e nei miei ultimi impieghi ho lavorato in aziende dove per un motivo o per l'altro la formalità non era di casa:
in biblioteca mi occupavo di libri antichi, che sono polverosi sporchi e puzzolenti, per quanto belli e affascinanti, perciò indossavo quasi sempre il camice;
in precedenza ero nella pubblica amministrazione e portavo la divisa;
prima ancora lavoravo da casa perciò bellamente me ne stavo in tuta se non in pigiama :)
Convinta e soddisfatta della mia preparazione li ho affrontati piuttosto serenamente, ad esclusione di un problemino che per alcune può essere di facile soluzione ma per me é stata una mezza tragedia: l'abbigliamento.
Sono diversi anni che non faccio più colloqui, e nei miei ultimi impieghi ho lavorato in aziende dove per un motivo o per l'altro la formalità non era di casa:
in biblioteca mi occupavo di libri antichi, che sono polverosi sporchi e puzzolenti, per quanto belli e affascinanti, perciò indossavo quasi sempre il camice;
in precedenza ero nella pubblica amministrazione e portavo la divisa;
prima ancora lavoravo da casa perciò bellamente me ne stavo in tuta se non in pigiama :)
nella vita quotidiana vesto in modo che alcuni definiscono bizzarro; amo l'etnico, quello autentico, capi comodi e molto molto colorati; il mio vestito più elegante é un bellissimo sari indiano originale, blu e oro con vistosi ricami...
questo fatto, unito ai 7 o 8 anni trascorsi dal mio ultimo colloquio formale, mi hanno gettata in qualcosa di molto simile al panico per trovare da un giorno all'altro qualcosa di appropriato da indossare per posizioni lavorative in luoghi abbastanza .. fighi.. dove sospetto che i miei pantaloni africani non sarebbero granchè apprezzati..
tralascio le considerazioni filosofico-idealistiche su quello che penso a proposito dei giudizi dati sulla base degli indumenti o del taglio di capelli; la faccenda é così e bisogna adattarsi.
che fare dunque? l'ostacolo é stato affrontato con un intenso lavoro corale: madre, sorella, suocera sono state convocate portando bracciate di indumenti, scarpe, e foulard; ho consultato le amiche sul web, ho raccolto pareri, opinioni, foto di outfit; ho litigato con fidanzato e gatti che incomprensibilmente non si sentivano partecipi del problema e tendevano a minimizzare la questione, l'uno eclissandosi vigliaccamente, gli altri facendo i pazzi tra scatole di scarpe e armadi aperti appiccicando peli su ogni singolo capo di vestiario.
il giorno del colloquio più importante di tutti, mia sorella si é presentata di buon mattino stracarica di pacchetti, con l'occhio perfidamente critico di enzo miccio, ed il supplizio é incominciato.
ovviamente io adoro i vestiti, gli acessori, i gioielli, i colori, i tessuti.. anche se si realizzano gioielli lontani dal mainstream delle mode bisogna comunque essere aggiornati sulle tendenze e i gusti, anche solo per discostarsene se é il caso ;) però un conto é guardare, fare o progettare abiti e accessori, un conto é essere il manichino di un grande magazzino di abbigliamento!
mattinata terribile. mi sentivo una bambola snodabile, metti, togli, cammina, siediti, riprova, questo fa schifo, quello é terribile, ma questo é di nonna?, dove diavolo hai preso quell'obbrobrio.. etc.
dopo molti, ma molti, cambi d'abito frustranti e sfiancanti, ero sfinita ma vevamo trovato la combinazione giusta. sono rimasta piuttosto stupita del risultato: non era niente male.
con metà dei vestiti prestati e l'altra metà abbinata astutamente per farla sembrare ciò che in effetti non é, facevo una buona, ottima figura! senza rinunciare a sentirmi a mio agio (mai avrei messo tacchi alti o gonne aderenti) ero formale ma moderna, elegante ma giovane, formale ma femminile. missione compiuta!!
bastava davvero solo un occhio esterno esperto (e una tonnellata di roba dagli armadi di metà della mia parentela femminile) per combinare qualcosa di acettabile; mi sono sentita anche un po' sciocca visto che non mi spaventavano le domande a trabocchetto o il dover snocciolare studi ed esperienze in tre lingue, bensì lo scegliere quattro panni da mettermi addosso senza sembrare un clown, un barbone, una dama psicopatica dell'ottocento o un'indù pronta alle abluzione sulle rive del Gange..
alla fine, ringraziata la paziente sorella (che in realtà si é divertita un sacco...) con la promessa di un eccezionale paio di orecchini in vetro e rame battuto (che non so quando riuscirò a fare, per la verità), salutato lo stralunato partner e spazzolati fuoriosamente i vestiti per eliminare il pelame felino, ho tacchettato allegra verso la stazione per avviarmi al mio colloquio, tenendo bene a mente di: non tenere le mani in tasca, non sfregarmi gli occhi per non sbavare il trucco e non togliere assolutamente la giacca anche con trenta gradi.
resto in attesa del responso di tutta questa fatica, nel frattempo ho fatto un collage di un outfit simile a quello che ho indossato, perché a questo punto spero che ve lo stiate chiedendo..! :)
questo fatto, unito ai 7 o 8 anni trascorsi dal mio ultimo colloquio formale, mi hanno gettata in qualcosa di molto simile al panico per trovare da un giorno all'altro qualcosa di appropriato da indossare per posizioni lavorative in luoghi abbastanza .. fighi.. dove sospetto che i miei pantaloni africani non sarebbero granchè apprezzati..
tralascio le considerazioni filosofico-idealistiche su quello che penso a proposito dei giudizi dati sulla base degli indumenti o del taglio di capelli; la faccenda é così e bisogna adattarsi.
che fare dunque? l'ostacolo é stato affrontato con un intenso lavoro corale: madre, sorella, suocera sono state convocate portando bracciate di indumenti, scarpe, e foulard; ho consultato le amiche sul web, ho raccolto pareri, opinioni, foto di outfit; ho litigato con fidanzato e gatti che incomprensibilmente non si sentivano partecipi del problema e tendevano a minimizzare la questione, l'uno eclissandosi vigliaccamente, gli altri facendo i pazzi tra scatole di scarpe e armadi aperti appiccicando peli su ogni singolo capo di vestiario.
il giorno del colloquio più importante di tutti, mia sorella si é presentata di buon mattino stracarica di pacchetti, con l'occhio perfidamente critico di enzo miccio, ed il supplizio é incominciato.
ovviamente io adoro i vestiti, gli acessori, i gioielli, i colori, i tessuti.. anche se si realizzano gioielli lontani dal mainstream delle mode bisogna comunque essere aggiornati sulle tendenze e i gusti, anche solo per discostarsene se é il caso ;) però un conto é guardare, fare o progettare abiti e accessori, un conto é essere il manichino di un grande magazzino di abbigliamento!
mattinata terribile. mi sentivo una bambola snodabile, metti, togli, cammina, siediti, riprova, questo fa schifo, quello é terribile, ma questo é di nonna?, dove diavolo hai preso quell'obbrobrio.. etc.
dopo molti, ma molti, cambi d'abito frustranti e sfiancanti, ero sfinita ma vevamo trovato la combinazione giusta. sono rimasta piuttosto stupita del risultato: non era niente male.
con metà dei vestiti prestati e l'altra metà abbinata astutamente per farla sembrare ciò che in effetti non é, facevo una buona, ottima figura! senza rinunciare a sentirmi a mio agio (mai avrei messo tacchi alti o gonne aderenti) ero formale ma moderna, elegante ma giovane, formale ma femminile. missione compiuta!!
bastava davvero solo un occhio esterno esperto (e una tonnellata di roba dagli armadi di metà della mia parentela femminile) per combinare qualcosa di acettabile; mi sono sentita anche un po' sciocca visto che non mi spaventavano le domande a trabocchetto o il dover snocciolare studi ed esperienze in tre lingue, bensì lo scegliere quattro panni da mettermi addosso senza sembrare un clown, un barbone, una dama psicopatica dell'ottocento o un'indù pronta alle abluzione sulle rive del Gange..
alla fine, ringraziata la paziente sorella (che in realtà si é divertita un sacco...) con la promessa di un eccezionale paio di orecchini in vetro e rame battuto (che non so quando riuscirò a fare, per la verità), salutato lo stralunato partner e spazzolati fuoriosamente i vestiti per eliminare il pelame felino, ho tacchettato allegra verso la stazione per avviarmi al mio colloquio, tenendo bene a mente di: non tenere le mani in tasca, non sfregarmi gli occhi per non sbavare il trucco e non togliere assolutamente la giacca anche con trenta gradi.
resto in attesa del responso di tutta questa fatica, nel frattempo ho fatto un collage di un outfit simile a quello che ho indossato, perché a questo punto spero che ve lo stiate chiedendo..! :)
La collana bianca e nera ovviamente é la mia :)
Iscriviti a:
Post (Atom)




.jpg)
