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giovedì 10 dicembre 2020

Natale naturale: addobbi invernali dal giardino

In genere non sono una grandissima fan degli addobbi, o meglio adoro vederli e mi piace il luccicare e la pienezza di festoni, ghirlande e palline; ammiro davvero chi sa con estro e gusto portare dentro casa i segni delle stagioni - non solo per Natale - con composizioni e decori. Però io non li faccio mai! 

Finora ho abitato in case piccole e molto incasinate, avendo quasi sempre prima lo studio poi il laboratorio nel soggiorno o, peggio, in cucina; tre gatti e pochissimo tempo non miglioravano la situazione. Perciò al massimo decoravo le finestre o qualche scaffale delle librerie, e fine della faccenda.

Ma non ero soddisfatta, mi mancava l'atmosfera di gioia e cura del Natale a casa dei miei genitori, quando il mio babbo preparava presepio, albero, angolini qua e là - sopra la tv, sul mobiletto dell'ingresso, nella nostra cameretta - con grazia e quella rustica semplicità che rimarrà sempre per me il sapore delle feste.

Quest'anno la casa nuova, grande e antica, il giardino pieno di alberi e arbusti, (il tempo libero, quello no... è poco come prima 😅) e il desiderio fortissimo di bontà e calore sarebbero stati finalmente le condizioni perfette per ri-cominciare a portare quell'aria festosa dell'infanzia anche qui. Ma... il 2020 ci ha messo il suo brutto zampone anche tra i miei poveri addobbi...! ahimè rimasti tutti nella casa vecchia, col trasloco fatto in fretta e furia e a spizzichi e bocconi nelle brevi finestre disponibili per spostarsi tra regioni. Tornerò a recuperare il resto a settembre, no a novembre, no a dicembre... sta tutto ancora là.

Quindi avevo una grandissima voglia di palline lucine stelline e candeline, e niente nientissimo a disposizione. Assolutamente non volevo ricomprare tutto, sia perchè sarebbe stato uno spreco sia perchè ai miei addobbi di famiglia sono affezionata, sono vecchi (vintage?) e pienissimi di ricordi belli e teneri.

Allora ho acquistato solamente due catene di luci per l'esterno, dato che non avendo mai avuto un albero in giardino non possedevo comunque niente del genere, una per il cipresso (ahimè l'abete è troppo alto e grande ci vorrebbe un km di lucine) e una per la loggia. Per il resto sono semplicemente uscita fuori e ho raccolto quel che c'era, così come hanno sempre fatto i nostri avi e come è iniziato tutto: addobbare le stanze e gli spazi nasce così, con rami e frutta e fiori offerti dalla natura.


Ecco il risultato.


Ghirlanda di eucalipto e piracanta















Rami di eucalipto freschi, rametti di piracanta, fil di ferro verde, pinze da taglio
Inizia a disporre i rami a forma di cerchio riempiendo bene gli spazi con le foglie



Sovrapponi la fine di ogni rametto con la cima di un altro per almeno 10-15 cm




Fissa in due o tre punti col fil di ferro ogni ramo al successivo



Prosegui per tutto il cerchio aggiungendo fronde più piccole dove ci sono vuoti





In due o tre punti aggiungi sopra i rami di eucalipto dei rametti di piracanta, legandola in alto e in basso



Aggiungi un nastro o uno spago in alto per appenderla


Può capitare che il peso stesso della ghirlanda la allunghi un po' verso il basso rendendola ovale




















In questo caso è sufficiente legare un filo di cotone al centro inferiore della ghirlanda, tirarlo bene e fissarlo al centro superiore in modo da riequilibrare la forma tonda





















Non occorre bagnare o fissare le fronde: dopo pochi giorni le foglie dell'eucalipto schiariranno assumendo la stupenda tonalità tipica di questa pianta, e i bordi si arricceranno naturalmente con un effetto molto scenografico. La piracanta invece durerà intatta molte settimane senza perdere vigore.


Il mini albero di fronde


Rametti e fronde di pino, abete, cipresso, quercia, alloro; fil di ferro verde, pinze da taglio; cono di cartone, ramo dritto





Infila il bastone nel cono di cartone (io ho usato l'anima interna delle rocche di filato) in modo che stia in piedi. Disponi i rametti e le fronde intorno al cono dalla base verso la punta fissandole con giri di fil di ferro.



                                      
Come addobbi puoi usare palline normali o dipingere le galbule ("pigne") del cipresso in oro, argento, rosso... con le tempere.



Aggiungi lucine se ne hai e poggia su una base come una fetta di tronco o una scatola.




Mini ghirlande di rosmarino


Piega a cerchio dei rametti lunghi di rosmarino fresco, legali con spago o nastrino e usali come chiudipacco, addobbi per l'albero o mini ghirlande da appendere.

giovedì 29 ottobre 2020

Un dolce "vintage": la cotognata.





 Nel giardino del casale ho trovato molti alberi da frutto già piantati e cresciuti, anzi alcuni decisamente vecchi: varietà comuni ed altre più rare, o antiche, o rustiche.

Tra queste cinque meravigliosi meli cotogni.

In primavera i loro fiori sono inaspettatamente belli, grandi e di un delicato rosa su rami scuri e dallo sviluppo armonico e quasi geometrico.

Tanto graziose le corolle quanto sgraziati i frutti: gibbosi e irregolari, con una peluria in superficie che sembra vecchia lana consumata, sono durissimi e praticamente immangiabili da crudi.

Ma come spessissimo accade nelle tradizioni contadine, ci sono ricette per sfruttare questi doni dall'involucro forse poco attraente ma dal contenuto delizioso.


La cotognata: confettura solida che ristora il cuore in inverno. I bambini di qualche decennio fa ne ricevevano pezzetti come caramelle o dolcetti, e le diverse varianti regionali da nord a sud ci ricordano quanto è splendido il nostro paese: dai sapori speziati del nord ai meravigliosi stampi in terracotta del sud.


Questa la ricetta che ho seguito io.


3 kg di mele cotogne

1 kg di zucchero di canna

1 limone

400 ml di acqua

1 cucchiaino di cannella



Pulisci la peluria delle cotogne e tagliale a pezzetti piccoli eliminando il torsolo ed eventuali parti rovinate, conservando la buccia. Man mano che le affetti metti le mele in pentola con l'acqua e il succo del limone.

Poni sul fuoco basso mescolando per circa mezzora o comunque finchè la frutta sarà diventata una purea; col frullatore a immersione riduci a consistenza omogenea, senza pezzettoni.

Aggiungi lo zucchero, la cannella, mescola bene e cuoci ancora circa venti minuti, finchè sollevando il composto con il cucchiaio esso non cade subito bensì rimane viscoso.

Versa la cotognata in stampini monoporzione oppure in stampi più grandi da cui poi taglierai i pezzetti con il coltello; gli stampi da cotognata tradizionali sono di metallo o di coccio, ma vanno benissimo quelli in silicone o antiaderenti.

Sbatti bene per livellare e lascia asciugare qualche ora. Dopodichè quando è ben sodo sforma il dolce, se hai usato stampi grandi taglialo a tocchetti e lasciali asciugare da tutti i lati, girandoli ogni tanto, per almeno due giorni.

Quando è tutto ben asciutto puoi riporre i pezzetti di cotognata in un contenitore ermetico oppure - come si usava una volta - avvolgerli nella carta oleata, carta forno o tessuto cerato e conservarli al fresco.


La cotognata si mangia da sola come dolcetto, oppure a colazione o per merenda sul pane come marmellata, o ancora a pasto come accompagnamento per i formaggi.

venerdì 22 maggio 2020

Antichi odori di Mediterraneo: feta aromatizzata sott'olio

Mi piace molto impiegare i sapori spontanei della natura, impregnarne i cibi e gli alimenti più semplici con procedimenti lenti e tradizionali: richiedono pazienza per il tempo necessario al riposo o alla maturazione, ma non necessitano di molto lavoro, nè di alcun attrezzo speciale.
Certo sono aromi e accostamenti alla buona, niente di sofisticato da grande chef: ma il genuino vince sempre sull'elaborato, secondo me.
Ecco allora la semplicissima, estiva e saporitissima ricetta della


Feta sotto'olio alle erbe aromatiche



Ingredienti: 
200 grammi di formaggio feta greco
5 foglie o rametti ciascuno di rosmarino, menta, salvia, timo
1 spicchio d'aglio
alcuni grani di pepe nero
250 ml circa di olio evo
vasetto di vetro con coperchio

Taglia a cubetti la feta, lava e asciuga le erbe, trita finemente l'aglio; poni tutti gli ingredienti in un vasetto di vetro di adeguata capacità, ben lavato e sterilizzato (anche il coperchio!).
Copri completamente con l'olio, chiudi benissimo e smuovi un po' sottosopra.
Lascia riposare al buio per almeno due settimane.


Questo contorno sprigiona puro odore di Mediterraneo, di estate assolata, di pietanze antichissime dalle radici millenarie. Io lo adoro!

domenica 30 giugno 2019

Antiche erbe per tingere e lavare: saponaria, mallo di noce, fiori e ghiande

Sono sempre interessata a scoprire produzioni belle e sostenibili, perché la modernità può portare benefici in molti campi, anche in uno antichissimo come quello del tessile.
Dall'altro lato però ho sempre i miei buoni vecchi strumenti e materiali, perché se una cosa funziona non si cambia 😊 ecco allora sull'aspo la lana di pecora brianzola filata a mano, in matassa la vedi binata (cioè doppiata per renderla più spessa e resistente), nel suo colore originale.
Con la saponaria, il fiore bianco, la posso lavare e con le ghiande mordenzare, ovvero preparare per ricevere la tintura. Con il mallo di noce qui davanti, o con i fiori gialli di solidago là dietro, oppure con mille altre piante ed erbe, la posso tingere impiegando lo stesso metodo usato per migliaia di anni dai miei predecessori.
Nel frattempo sto coltivando il cotone, per esplorare ancora un'altra strada.
Come vedi la natura non finisce mai i regali e le sorprese per noi.
I materiali per tingere e lavare la lana - saponaria, mallo di noce, solidago essiccati - sono disponibili in negozio 🌼


domenica 16 giugno 2019

Millequattrocento anni fa

Oggi sono a Lomello per la rievocazione longobarda 😊 il mio animo secchione di storica esulta 😁 
In effetti molti degli elementi che uso quotidianamente per lavorare si potevano trovare tal quali millequattrocento anni fa al tempo di Teodolinda e Agilulfo, le cui nozze sono ricordate in questa manifestazione.
Le erbe per tingere e per lavare, come la saponaria che vedi qui; la lana, filata a mano come questa con uno strumento del tutto simile, l'arcolaio a pedale; gli abiti in tessuti naturali come il lino e la lana.
È affascinante considerare che faccio gli stessi gesti che facevano i nostri avi dell'alto medioevo e anche prima, e a pensarci bene sospetto che sia uno dei motivi che mi ha spinta a fare questo lavoro 😁


lunedì 3 giugno 2019

Lana infeltrita: quando è un'arte

La lana non è tutta uguale: la più soffice e con le fibre più lunghe è filata per la maglieria o altri lavori di vestiario e per la casa, quello che faccio più di frequente.
Ma anche le fibre corte e più ruvide hanno un uso, anzi ancora più affascinante e artistico: il feltro.
Con il processo di infeltrimento - in parole semplici si rendono più fitte e compatte le fibre - la lana diventa "solida" e può essere letteralmente scolpita per creare oggetti tridimensionali, dipinti, accessori tradizionali o originali.
La lana si può infeltrire ad acqua o ad ago, con risultati molto diversi e affascinanti.
Questi batuffoli color pastello li ho preparati con la consulenza di Gioconda - Pupillae art dolls e sono adatti per il feltro ad ago: li ho tinti con fiori di solidago (giallo), cipolla di Tropea (verde), avocado (rosa) e cavolo (azzurro); la lana marrone, più lunga e indicata ad esempio per le capigliature delle bambole, è nella sua tonalità naturale.
Trovi il kit con i cinque colori in negozio.




giovedì 30 maggio 2019

Non tutte le ciambelle riescono col buco

Una pila dei miei errori: timbri sbavati, colori mosci, tinte sbagliate, piante belle ma poco resistenti, tagli troppo piccoli. Non tutte le ciambelle riescono col buco!
Questa è una selezione dei miei sbagli degli ultimi anni, non so perché mi è venuta voglia di metterli insieme e fotografarli. E ora che ci penso: perché li ho conservati?
La verità mi sembra chiara: in realtà mi piacciono, sono belli anche loro. E sono d'insegnamento ☺️


mercoledì 15 maggio 2019

Zero spreco e minimalismo: vanno a braccetto?

Zero spreco e minimalismo: vanno a braccetto?

Da un lato la ricerca di maggiore ecologicità porterebbe naturalmente verso il minimalismo: comprare poco, ridurre i bisogni, fare a meno di tanti oggetti e strumenti è un modo per non alimentare una produzione insensata di articoli e di conseguenza di rifiuti.
Ad esempio qualcosa che per me è abituale: non mi occorrono dieci utensili per fare ognuno una sola piccola e iperspecifica funzione, soprattutto in cucina; affetta-ananas, pela-aglio, leva-torsoli... mai avuti, un coltello fa queste stesse cose egualmente. Su questo sono certamente "minimalista", e anche qui ci vengono incontro le abitudini della nonna: quando l'asciuga insalata si romperà non lo ricomprerò, userò lo straccio come ha sempre fatto mia mamma e come faccio ancora io nella casa in montagna dove ho scarso spazio in cucina e poca attrezzatura.

Su altro però mi trovo in difficoltà, e i vari metodi per gettare via metà casa e liberare gli armadi mi mettono immediatamente ansia.
Sono sentimentalmente legata agli oggetti, ai ricordi, ai simboli; e soprattutto il non avere mai vissuto nell'abbondanza - ora ancor meno che quando stavo coi genitori - mi ha lasciato un certo senso di necessità, come la formichina della fiaba, ma esagerata: questo potrebbe servirmi, quest'altro è peccato buttarlo, quello può tornare utile e se lo butto dovrò ricomprarlo, quell'altro è costato molto, non posso gettarlo... ti riconosci in questi pensieri?
Una mentalità imbevuta di "riparare - riutilizzare - non sciupare" ha il rovescio della medaglia , un immagazzinare beni per il futuro che spesso diventa un accumulo ingestibile. Come la mettiamo? All'altro estremo delle abitudini consumistiche usa e getta c'è la tesaurizzazione degli oggetti e un conservare esagerato: come spesso avviene il giusto sta nel mezzo, credo. Cosa ne dici?

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lunedì 15 aprile 2019

Tessuto di lino, piante, timbri e saperi antichi: gli ingredienti della nuova collezione

Gli ingredienti della nuova collezione di abiti primavera estate:⁣

🌱 Tessuto italiano 100% lino⁣
🌱 Tintura naturale esclusivamente con piante (qui l'arancione è gentile omaggio delle bucce di Allium cepa, la cipolla dorata)⁣
🌱 Timbri incisi a mano con motivi botanici⁣
🌱 Saperi antichi e artigianalità tradizionali, rappresentati dal gomitolo: la tintura di millenni di storia, esperimenti, persone e conoscenze accumulate; l'abilità tramandata di madre in figlia che mi ha permesso di imparare a tagliare, cucire, vestire le donne secondo le loro forme, sia del corpo che dell'anima.⁣
Trovi i 10 modelli in 7 colori in negozio.




mercoledì 10 aprile 2019

Nuova collezione primavera estate in puro lino Tuttosicrea


La nuova collezione è online!⁣
Sono super mega ultra stra emozionata, aiuto!⁣
Risvegli di soprassalto per un'idea da annotare subito; km di cammino per raccogliere le piante tintorie; metri e metri di lino lavati, stirati, strizzati, tinti e sciacquati; decine di mollette da bucato perdute chissà dove; amiche e parenti magroline, con tanto seno, spilungone, paffute, ossute, piccoline, con la pancetta e con la tartaruga coinvolte per provare che sì, stanno bene a tutte; mani screpolate dall'acqua bollente e fredda, punte dagli spilli e indolenzite dallo strizzare; un cuore colmo un giorno di ansia, l'altro di eccitazione, l'altro ancora di compiacimento. Ma soprattutto la natura, proprio lei in corpo e anima: questo trovi negli abiti che ho preparato in quattro mesi col cuore al galoppo e le mani nell'acqua.⁣
Natura sono le fibre di lino nell'eterno intreccio del tessuto; natura nelle piante cresciute dalla terra che hanno regalato i colori e le sfumature; natura nell'arte antica della tintura vegetale con tutte le vite e le storie delle persone che per millenni l'hanno studiata e praticata; natura nell'atto semplice di adornare il corpo con un abito, segno parlante di ciò che siamo e crediamo.⁣
Con questo lavoro mi sembra di svelarmi a te come e più che raccontandoti una confidenza, perchè c'è dentro veramente tutto ciò che penso, credo e amo.⁣
Spero che potrai apprezzarlo e desiderare di portarlo con te. 💛 🙏
In negozio tutti i capi in puro lino⁣ 🌱⁣

giovedì 14 marzo 2019

Sciopero globale per il clima 2019: cosa possiamo fare noi

Il 15 marzo è un FridayForFuture, e uno speciale: c'è lo Sciopero globale per il clima.

Numerose manifestazioni organizzate "dal basso" nel solco dei "Venerdì per il futuro" nati dall'attivismo di Greta Thumberg, la giovane svedese che ha mobilitato i grandi della Terra con i suoi discorsi sul cambiamento climatico e l'inquinamento, si celebrano oggi.

Ma oltre a scendere in piazza, cosa possiamo fare OGNI GIORNO per rendere più lieve la nostra impronta ambientale? Niente di particolarmente difficile: cambiare abitudini è alla portata di tutti e, comunque, necessario.

Già lo facevano i nostri nonni, senza ausili tecnologici e materiali moderni, per buonsenso e necessità di risparmio. Riprendiamo anche noi oggi con l'aiuto delle innovazioni e per fare qualcosa di concreto ogni giorno.

Ecco il mio vademecum per contribuire a uno dei punti più critici dell'inquinamento: la riduzione della plastica.


mercoledì 6 febbraio 2019

Corso di tintura naturale febbraio 2019

La data di febbraio del corso di tintura naturale si tiene in provincia di Como.



🌱corso di tintura naturale🌱:
🌿 sabato 23 febbraio a Inverigo (CO) 🌿
🌸ti insegnerò tutto ciò che devi sapere per cominciare a tingere
🌸insieme tingeremo una matassa di lana ciascuno, che potrai portare a casa
🌸studieremo piante e procedimenti 100% naturali
Scrivimi subito per prenotare, i posti sono limitatissimi! (Non é un modo di dire, lo spazio è ridotto e posso accettare solo pochissimi allievi per volta).




martedì 15 gennaio 2019

Corso di tintura naturale personalizzato: lino e cotone con erbe essiccate e ortaggi

Lo scorso fine settimana ho tenuto un corso di tintura naturale personalizzato sulle richieste della mia allieva Monica: il suo interesse verte soprattutto sui tessuti in cotone e lino, perciò abbiamo visto in particolare il trattamento di queste due fibre.
Inoltre, poichè Monica vive in città e non ha un giardino nè uno spazio soleggiato dove coltivare le tintorie, abbiamo scelto di usare erbe essiccate che si possono raccogliere anche negli incolti e nei parchi e conservare per tutto l'anno, oltre a verdure che si trovano facilmente anche al supermercato.
La tintura naturale può essere fatta veramente da chiunque ovunque viva!

Abbiamo scelto:

  • mallo di noce: noci si trovano anche nei parchi pubblici, e i malli raccolti in estate si possono essiccare e usare per tutto l'anno
  • Verga d'oro (Solidago virgaurea o canadensis): si trova negli incolti e ai bordi delle strade in estate e anch'essa si può usare secca
  • pigne di abete: nei giardini e nei parchi sono facili da trovare e si conservano molto a lungo
  • cavolo rosso: si trova al supermercato in inverno, se ne usa l'acqua di cottura perciò può essere usato normalmente per preparare piatti in cucina, come spiego qui
  • cipolla: sia dorata che rossa è disponibile tutto l'anno e se ne usa lo scarto; basta tenere da parte le bucce man mano e usarle per tingere quando se ne ha una quantità sufficiente
Dapprima abbiamo visto la mordenzatura e la tintura su lana, poichè sono le più semplici per iniziare. Qui cavolo e cipolla dorata:

Siamo poi passate a trattare i tessuti in fibre di origine vegetale: il cotone e il lino, con diversi tipi di mordenzatura.


Lino e cotone non mordenzati con mallo di noce, lino e cotone mordenzati con allume con cipolla dorata, campioni di lana nelle stesse tinture
Per ogni bagno di colore abbiamo inserito anche campioni di altri tessuti per confrontare i risultati tra fibre di origine animale e vegetale.
Solidago, cipolla e mallo di noce su cotone, lino e lana
La campionatura è importante per compilare le schede di tintura: su ognuna si annotano origine e periodo di raccolta delle piante, tipo di fibra e mordenzatura, tempi e strumenti di preparazione del bagno e della tintura; teniamo un diario di tutte le operazioni fatte per promemoria e studio.

Campioni per le schede di tintura: pigne, solidago, cipolla, mallo, cavolo

Tutti i campioni di tessuto e le matasse di lana risultato dei lavori delle due giornate di corso:

Da sinistra verso destra: pigne, solidago, cipolla, mallo, cavolo, cipolla, mallo, pigne

Infine abbiamo sperimentato la stampa con acqua di ferro, usando timbri di legno su tessuto di cotone. Un esempio:

Stampa a blocchi con acqua ferrosa su cotone tinto con solidago

Il corso è durato due giorni e ha fornito a Monica le basi per cominciare a usare l'arte tradizionale e antica della tintura naturale.
Puoi richiedere anche tu un corso strutturato sulle tue esigenze specifiche oppure partecipare a una delle date di gruppo. Scrivimi per informazioni o segui i miei canali social: Instagram e Facebook




mercoledì 12 dicembre 2018

Addobbi di Natale rustici fai da te con foglie e rami

C'è chi ogni anno per Natale aggiunge una nuova decorazione all'albero, chi conserva gli stessi preziosi addobbi di famiglia da generazioni e chi si diverte a confezionarli con le sue mani. Io rientrerei decisamente in queste due ultime categorie, ma soprattutto in quella nicchia non tanto piccola di persone che in realtà... non può fare niente perché vive con dei gatti 😁
Per evitare che rompano delicate sfere di vetro o ingarbuglino i festoni creando un parapiglia incredibile, ho pensato a due progetti semplici per poter dare un'aria festiva alla casa senza drammi da felini arrampicatori.
Usando elementi della natura possiamo preparare delle decorazioni che se cadono non si rompono e anche se vengono... assaggiate dai mici non creano problemi.
Sono semplicissime, rustiche e un po' montanare, come piace a me.

Ghirlanda di abete



La ghirlanda è un classico delle decorazioni natalizie, da appendere alla porta o alle finestre. Io ne ho realizzate anche alcune piccoline da mettere sulla parete del soggiorno come dei quadretti.

La parte più divertente è la raccolta degli elementi nel bosco o nel parco: anche in città puoi trovare l'occorrente, basta una passeggiata ai giardini pubblici!

Materiale:
Ramo di abete flessibile: raccoglilo da terra e non staccarlo mai dall'albero, dopo una giornata ventosa ne trovi parecchi sparsi attorno alle radici
Filo verde
Spago
Rafia del colore preferito
Bacche rosse: puoi usare biancospino, piracanta, bambù sacro, rosa canina...
Un rametto di agrifoglio
Nastro rosso




Procedimento:

1. Piega il ramo di pino a cerchio coprendo con le fronde la parte legnosa, lega ben stretto con alcuni giri di filo verde.

 

2. Ricopri con alcuni giri di spago la giunzione e fai due nodi, il secondo non troppo stretto.


3. I rametti minori vanno fissati al cerchio principale per dare bene la forma, ma lasciamone alcuni (i più corti) liberi così da creare un effetto più naturale. Usiamo il filo verde legato abbastanza morbido assecondando la distribuzione dei rametti.

 




4. Infiliamo un rametto di bacche nel nodo formato dallo spago e fissiamo con alcuni giri di rafia. Questa sarà la parte inferiore della ghirlanda.





5. Prendiamo il rametto di agrifoglio e facciamo passare la rafia in alcuni giri attorno ai piccioli delle foglie, poi appoggiamo il rametto dove abbiamo legato precedentemente i rametti minori con il filo verde e annodiamo sul retro.

 

6. Facciamo passare un nastro rosso in alto e appendiamo.





Festone di foglie




La natura ci regala tantissimi elementi decorativi, senza bisogno di molto altro. Basta raccoglierli e metterli insieme! Ecco allora un festone rustico che accosta semplicemente le forme e i colori delle foglie, con materiali "poveri" ma armoniosi.

Materiale:
Cordone di fibra di cocco, iuta, spago o lana
Foglie secche grandi di vari colori e forme
Pigne piccole, ad esempio abete e ontano
Fette di arancia essiccate
Stecche di cannella
Bacche rosse
Ago e filo
Nastro rosso



1. Aiutandoti con l'ago fai un forellino nelle foglie e fai passare il filo, legalo poi con un paio di nodini al cordone. Alterna colori, forme e dimensioni.


2. Tra una foglia e l'altra lega pigne, bacche, fette di arancia e stecche di cannella. Per fissare le pigne fai passare il filo tra le brattee (le "squame") più vicine al picciolo, non c'è bisogno di colla.






3. Fai passare il nastro rosso alternativamente davanti e dietro il cordone tra le foglie e le pigne. Crea un anello ad ogni capo per appendere.



Puoi posizionare il festone sia all'interno che all'esterno, anzi può darsi che attiri qualche uccellino a mangiare le bacche!